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STEAM e orientamento: il laboratorio “Sesto Senso” con Gefran

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Laboratorio

Cosa succede quando un’azienda rileva un problema sociale e decide di farsene carico? Nasce Sesto Senso: un laboratorio per avvicinare i ragazzi alla tecnologia senza stereotipi.

Gefran, da oltre cinquant’anni attiva nello sviluppo di sensori e sistemi per l’automazione industriale, si è rivolta a Skillherz per affrontare uno stereotipo ancora troppo diffuso: le materie scientifiche e tecnologiche sono complicate, lontane e associate a un immaginario maschile. Eppure, le competenze STEAM – Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica – sono sempre più centrali nel mondo del lavoro e nella comprensione dei cambiamenti della società.

Da questa esigenza è nato Sesto Senso, un laboratorio educativo per le scuole secondarie di primo grado, pensato per trasformare l’incontro con la tecnologia in un’esperienza concreta di scoperta e orientamento. L’idea parte da una domanda semplice: se le macchine hanno sensori per orientarsi nello spazio, quali sono i “sensori invisibili” dei ragazzi che possiamo aiutare a sviluppare?

Durante il laboratorio, la classe affronta una sfida che unisce robotica, logica e lavoro di squadra. Con i kit LEGO® Education SPIKE™, gli studenti programmano piccoli robot e mettono alla prova osservazione, strategia e capacità di problem solving. Il vero obiettivo non è programmare, ma imparare a osservare il problema, formulare ipotesi, testare soluzioni, correggere errori e riprovare.

Per rendere l’esperienza ancora più concreta, ogni gruppo assume ruoli specifici – ingegnere, programmatore, tester o tecnico qualità – scoprendo quanto la collaborazione e i punti di vista diversi siano fondamentali per raggiungere un risultato comune.

Spesso emergono dinamiche sorprendenti: studenti che in classe faticano a emergere trovano uno spazio in cui esprimere intuizione e capacità pratiche, mentre altri scoprono quanto stimolante possa essere lavorare in questo modo.

Ed è proprio qui che l’esperienza diventa orientativa: permette ai ragazzi di mettersi alla prova, capire come affrontano un problema e scoprire se questo approccio al lavoro e al pensiero critico può far parte anche di loro. Non si tratta di imparare a programmare, ma di sperimentare un metodo per affrontare sfide, collaborare e prendere decisioni.

Progetti come Sesto Senso mostrano come l’incontro tra scuola e impresa possa diventare un’opportunità concreta: avvicinare i giovani a mondi spesso lontani dalla loro esperienza quotidiana e aiutarli a comprendere meglio se stessi, i propri interessi e le proprie attitudini.

Proprio come le macchine che, grazie ai sensori, percepiscono ciò che accade intorno a loro, anche i ragazzi e le ragazze hanno bisogno di esperienze che sviluppino curiosità, fiducia nelle proprie capacità e strumenti per orientarsi nel futuro.

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